martedì 3 febbraio 2009

Corso di aggiornamento Moodle

Ogni anno scolastico noi insegnanti siamo tenuti a frequentare corsi di aggiornamento per un minimo di 10 ore "certificate".

Quest'anno avevo pensato dapprima a un corso generico, organizzato dallo SGRUF (!) della PAT (!), su "Il plurilinguismo e il ruolo delle lingue nel curricolo verticale". Il primo incontro—giovedì scorso—è stato talmente barboso che ho deciso di non farmi più vedere.

Fortunatamente alcuni colleghi dell'istituto in cui lavoro hanno organizzato un corso in cinque incontri / venti ore sull'uso di Moodle.

Aspetto uno strumento del genere da un po'. Quanto meno da quando i tecnici dell'istituto in cui lavoro hanno deciso che non è più lecito nemmeno a noi insegnanti parcheggiare risorse nelle "aree/cartelle di scambio" delle classi, poiché gli alunni in breve tempo «riempiono quelle cartelle di robaccia». Grazie tecnici, siete davvero utili.

Il corso Moodle è davvero interessante. Tra le tante margherite (frasi piene d'aria) condivise tra noi partecipanti mi sembrano particolarmente degne di menzione:
  • «le scuole in cui ho deambulato»
  • «i corsi che ci hanno propinato»
  • «in questo modo sono stati salvaguardati i diritti di tutti»
  • «est modus in rebus»
  • "ex cathedra"
  • «naturalmente il vostro corso è tautologicamente "web-enhanced"»
  • (parlare per quattro ore di séguito in relazione "uno a molti" e "uno a uno" e poi definire il proprio stile di insegnamento "non frontale")
Ho sempre trovato simpatici i prof di lettere. È bello sapere che c'è ancora qualche persona un po' colta.

Al di là delle margherite, in 43 anni di vita ho sempre visto gli italiani iniziare *qualsiasi* discorso su qualsivoglia argomento con una prolissa prefazione che parte dall'invenzione del fuoco (o se volete: dall'invenzione della ruota), e il corso di oggi non fa mica eccezione :-(

Altra fissa degli italiani: tenere perennemente accesa alle proprie spalle una cosiddetta slide che:
  1. non cambia mai
  2. c'entra poco o nulla con le cose di cui sto parlando
Altra abitudine simpatica e molto diffusa: parlare, parlare, parlare gesticolando, gesticolando, gesticolando—senza mostrare mai nulla che possa realmente aiutare la rappresentazione visiva degli ascoltatori.

Devo ricordarmi di usare più immagini quando parlo, o comunque durante le mie lezioni.

Ah, simpatica anche l'abitudine di fare riferimento a risorse comunque non disponibili ai vostri ascoltatori—qui per esempio, figure presenti (forse) nel mondo accademico contemporaneo (e che non hanno nulla a che fare col nostro piccolo mondo antico di insegnanti):
  • tutor
  • mentor/moderatore
Questi corsi si rivelano invariabilmente non solo un'inestimabile fonte di sollazzo, ma anche una miniera inesauribile di consigli comportamentali "ex contrario".

Mancano venti minuti alla conclusione dell'incontro di oggi e il corso ormai è diventato una specie di terapia di gruppo per insegnanti frustrati. Era proprio necessario? Devo calcolare attentamente a quante ore corrisponda esattamente il "75% delle ore di lezione totali (20 ore [totali] se non sbaglio)" necessario per ottenere l'attestato di frequenza del corso, così da evitare quel 25% (ebbene sì: cinque ore) che potrò permettermi di evitare scioltamente.

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