venerdì 25 dicembre 2009

Selver Kurtalic

lunedì 21 dicembre 2009

Addio caro Selver,

piccolo soldato, hai combattuto disperatamente fino alla morte ma non ti verrà mai intitolata alcuna strada. Il tuo torto è stato di appartenere a un esercito che non serve nessuna bandiera.

Ti sei battuto senza lo schioppo, così nessun vescovo ha mai benedetto la tua guerra come una guerra giusta, o santa. Ma forse eri nato nella religione sbagliata.

Hai combattuto quella guerra senz'armi che tocca a chi nasce con un peso in più rispetto agli altri, e per questo nessun libro di storia ti citerà mai col nome di eroe: siete in troppi, e non riceverete alcuna medaglia.

Ti ho conosciuto a scuola, all'IPC Martino Martini, e nell'anno scolastico 2004-2005 per nove mesi abbiamo imparato insieme il tedesco. Tu che avevi imparato anche l'italiano come lingua straniera, proprio tu imparavi il tedesco meglio di tutti i tuoi compagni di classe, e sei stato un modello per ciascuno di noi.

Ogni giorno e ogni ora che abbiamo passato insieme, mi hai insegnato cosa vuol dire vivere. E me l'hai insegnato senza dire una parola.

Finché campo, non potrò dimenticare il sorriso triste che riuscivi a strapparti per rassicurarci.

Di fronte a quello che hai passato tu, qualsiasi mia angustia diventa una meschinità, una cosuccia di cui sorridere e vergognarsi.

Sarai uno dei maestri che mi porterò nel cuore, e spero di vivere a lungo per poterti ricordare molte volte. Chissà, forse vivrai ancora nel nostro ricordo.

Grazie, caro Selver. Addio.