domenica 4 settembre 2011

Corsi di recupero

Domani altro incontro di un corso di recupero. Che (s)tortura. Ma quando, o quando ci verrà risparmiata questa commedia infame? Quando torneremo agli "esami di riparazione" di settembre, che se non li passi, ti tocca ripetere l'anno come è giusto che sia?

Quando smetteremo di prendere in giro i nostri alunni e le loro famiglie e noi stessi con questa ridicola commedia che manda avanti somari a calci in culo?

Quousque tandem dovremo promuovere gli svogliati ope legis (ope legis promuovere, non ope legis gli svogliati)?

lunedì 6 giugno 2011

Fai assenze e fotti lo Stato. L'imagination au pouvoir!

Eh sì, il povero Selver era un poveretto: uno sciocco, che frequentava soffrendo atroci dolori. Mica come noialtri.

Noialtri che abbiamo fatto mari di assenze, che ci siamo firmati montagne di giustificazioni (eh già: tanto ormai siamo maggiorenni), che abbiamo consumato un libretto dietro l'altro, che abbiamo accumulato abissi di supponenza e d'ignoranza.

Be', noi ce ne siamo fregati delle regole. Abbiamo lasciato che a rispettarle fossero i poveretti, i "minus habentes".

Perché noi siamo fighi. Noi andiamo in marina, mica stiamo lì come dei fessi a farci interrogare.

Perché noi siamo dei tipi in gamba. Noi "facciamo blau" (in Trentino si usa dire così da epoche austroungariche), andiamo a fumarcela al Perlasca (ex giardini Milano) o a fumarci il cervello "in biblioteca, perché tanto imparo più studiando lì una mattina che stando a ascoltare le vaccate di quei poveretti dei miei prof."

L'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro sulla furbizia ("fotti e chiagni").

Perché noi non ci sottomettiamo mica alle regolette di questo sistema di merda: noi siamo fighi e ci gestiamo noi il processo di apprendimento.

Che vadano i poveretti a farsi riempire la testa di nozioni inutili dai prof, a rischiare le interrogazioni, cioè i cinque, i quattro, i tre.

A noi non piace correre rischi.

A noi piace giocare sul sicuro.

Noi andiamo in marina (o nel resto d'Italia organizziamo scioperi e occupazioni), perché tanto alla fine dell'anno non c'è conteggio delle ore di assenza che tenga: alla fine dell'anno entra in gioco la solita circolare ministeriale (con la sua declinazione provinciale trentina, e fior di interpretazioni autentiche da parte di solerti ispettori scolastici) e ci para il culo, ricordando a quei poveretti nei consigli di classe che no, non esiste che in sede di scrutinio non si ammetta un povero ragazzo all'esame di Stato solo perché è stato assente troppe ore.

Che importa se quel povero ragazzo ha sorpassato il numero massimo di assenze (25% del totale delle ore di insegnamento erogate)?

In fondo è sufficiente che un qualsiasi medico di famiglia rilasci regolare dichiarazione che certifichi che il ragazzo ha sofferto, durante quest'anno scolastico, di una qualche grave (tempestiva!) patologia che gli ha impedito di frequentare regolarmente le lezioni.

Poco importa se entravo sempre in ritardo, o saltavo regolarmente la prima ora, o se uscivo sempre prima dell'ora di Economia aziendale, o di Diritto e economia. In fondo, se soffrivo... E se il medico lo certifica...

E bravo il medico.

Ma non voglio nemmeno dare del testa di... al medico: in fondo fa solo il suo lavoro, no? (Che consiste nell'accontentare i suoi assistiti).

E nemmeno al povero ragazzo insipiente (che così dimostra in perfetta autonomia che è sbagliato dare il diritto di voto a chiunque per il solo fatto che ha compiuto i diciott'anni; o che comunque a diciott'anni, oggi siamo tutti ancora dei bambocci).

Però a certi genitori toglierei la patria potestà: no, voi non siete genitori. Del resto, e chi vi ha mai visti?

Però quando vostro figlio rischia l'anno, allora sì, allora vi si vede. Improvvisamente il figlio (e la scuola) diventa importante. "Perché un anno perso, questo proprio no, mi sembra un peccato."

E già, testa di..., perché i 365 giorni sono importanti, ma quello che c'è nella testa di tuo figlio no, vero?

Ma vai dove non ti dico di andare, va là.

Post scriptum dei "dritti": Ma in realtà noi non fottiamo lo Stato: a quello ci pensa il medico compiacente, che rilascia un certificato medico scientemente falso (è questo quello che si chiama "falso ideologico"?). No, quelli che abbiamo fottuto sono i nostri compagni e le compagne di classe: quei fessi che hanno frequentato tutto l'anno, e hanno studiato, e si sono fatti interrogare. FESSI!